Visualizzazione post con etichetta IPad. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta IPad. Mostra tutti i post

13 marzo 2012

Ipad in biblioteca?



Ipad in biblioteca

 (immagine presa da Schultz Library Blog)

o biblioteca in Ipad?





Queste qui sotto sono le prime app che ho comprato per farmi un'idea delle proposte di un certo valore...


Roma Virtual History


Ultima Cena di Leonardo Virtual History


La Divina Commedia



poi infine questa fantastica app per i più piccoli


The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore


Bello vero? La tecnologia sta diventando sempre più avvincente, così ...avvolgente, con questi 3D, ...ci circonda, ovunque, e non solo al cinema...

Niente mai potrà mai sostituire l'essere umano come insegnante e la sua modalità di trasmissione, così come credo che anche il leggere su supporto cartaceo, (quello che fino a ieri si chiamava libro!) non finirà, proprio perché le percezioni fisiche sono parte irrinunciabile del piacere, del gusto dell'apprendimento...

Anche Derrick De Kerckhove, guru delle psicotecnologie confessa che alla sera preferisce andare a letto con un libro... capisco, la carta, il rumore dello sfogliare le pagine, l'odore eccetera...

Ma fino a quando?

08 marzo 2010

Risposta Microsoft a IPad

Google prevede con delle serie ragioni che  il tempo dei computer da tavolo finirà fra 3 anni .
Certo è che questi nuovi devices (dispositivi), l'IPad e ora il suo rivale Courier di Microsoft , sembrano così utili, e comodi, attraenti insomma...


"[...]Assomiglia a un libro, è pieghevole con due facciate digitali, due schermi sensibili al tocco, e quando è chiuso ha le dimensioni di una foto, 13 per 18 centimetri, per un peso inferiore ai 500 grammi. Rispetto all'iPad ha quindi una maggiore portabilità, anche se la minore superficie degli schermi ne limita l'aspetto entertainment, come ad esempio la visione di film o l'uso dei videogiochi...]" 
(Agenzia Ansa)


13 febbraio 2010

Biblioteche SENZA libri



Scaffali vuoti ?




Un paio di giorni fa ho trovato due articoli che parlavano di biblioteche senza libri.


Il primo articolo, sul mensile italiano di cronaca ed attualità, Controluce dello scorso 8 dicembre, informa della creazione dei Punti di prestito in piccoli comuni da parte del Consorzio per il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani (CSBCR). 
Questi Punti di prestito sono una novità che ha per finalità nobilissima  
"la diffusione della lettura, in una maniera efficace e con costi limitati allontanando un problema scoglioso come l'imbarbarimento della cultura oggi preponderante e pericoloso per le generazioni future" 
e che consiste nel sistemare in punti strategici, cioè in zona centro paese, facilmente raggiungibile), un OPAC, vetrine tematiche e presenza di personale referente.


Ecco uno di questi Punti di prestito:


Il singolare accordo tra il Consorzio SBCR e la ditta "Arte&Stile'" Parrucchieri di Lanuvio è il primo esempio, nei nostri luoghi, di "biblioteca diffusa": una tipologia nuova di servizio bibliotecario, pensato e allestito in un luogo frequentato per altri scopi, in tal caso grazie alla nascita di una collaborazione tra biblioteche ed esercizi commerciali, e per il futuro con alte potenzialità di aprirsi ai partners più vari. Una vetrina periodica viene allestita all'interno dell'esercizio, offrendo libri ed altro materiale con le stesse modalità in cui ciò avviene nello spazio di 'reference' della biblioteca pubblica tradizionale. Come in biblioteca, i libri possono essere presi in prestito e restituiti entro 30 giorni. Per chi ha la tessera c'è anche la possibilità di restituire presso il negozio libri presi in prestito in una qualsiasi delle biblioteche del Consorzio SBCR.




IL secondo articolo l'ho trovato invece sul New York Times, nella rubrica Opinion, nella Room for Debate, dove si parla di biblioteche senza libri in ben altro modo.


Il tema dibattuto infatti è Do School Libraries Need Books? 
Le biblioteche scolastiche necessitano di libri?


Ne traduco qui l'introduzione:


Aggiornare le biblioteche scolastiche tradizionali è costoso, con la costante necessità di acquisire nuovi libri e di trovare lo spazio per l'immagazzinamento. Per di più, oltre a questo problema, gli studenti circolano tra le pile di libri sempre meno, e trovano molto più efficace lavorare on-line. Una scuola, 
la Cushing Academy, ha fatto notizia lo scorso autunno, quando ha annunciato che avrebbe dato via la maggior parte dei suoi 20.000 volumi e avrebbe trasformato la sua biblioteca in un centro digitale.
Le scuole hanno bisogno di mantenere le biblioteche tradizionali? Quali sono le conseguenze educative di avere studenti che leggono meno sulla pagina stampata e più sul web?


Non riporto le argomentazioni dei vari esperti, accademici e professori, a favore o contro l'iniziativa della Cushing Academy, che sta diventando un modello da seguire in tante scuole che subiscono la Crisi: l'inglese con cui vengono espresse le opinioni non è molto "accademico", anzi, è abbastanza comprensibile, come anche quello dei lettori che commentano, (in maggioranza contrari e arrabbiati!).


Nello scenario di questa realtà americana, emerge però anche qui un aspetto comune alla realtà italiana descritta sopra: dove non si trovano e non si sfogliano più libri ma si selezionano e salvano solo links e files, la presenza di un servizio bibliotecario di reference è decisamente ancora più importante e perciò deve venire potenziato notevolmente con un aumento considerevole di personale qualificato.
L'idea di togliere di mezzo il fondo cartaceo si sincronizza sull'espansione degli e-books: i nuovi e-readers (Kindle, Nook, IPad) aiuteranno a togliere di mezzo la carta stampata con la promessa di rendere comunque accessibili i suoi contenuti.
In verità c'è chi ha già pensato ai nostalgici del libro-feticcio ed ha inventato il profumo di libro da spruzzare senza problemi sul proprio e-reader, per provare ancora le vecchie sensazioni del bel  tempo che fu: quella del piacere di aver comprato un libro bello nuovo di zecca, con quell'odore di stampa fresca, oppure quella invece di leggere invece un vecchio libro dell'indimenticabile collana Medusa, a casa della zia Bettina, accoccolati su quella vecchia poltrona che sentiva un po' di pipì del suo Marameo.

30 gennaio 2010

MacFlintstone

IPad: ovunque su internet trovo questa "pietra" di paragone...


Già! proprio una delusione! ...ma non per me, eh eh!  ... solo per gli Apple Fans!