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22 settembre 2010

La Quarta Rivoluzione

è il tema del




che si tiene per la 14a edizione, il 2 ottobre alla RTSI, a Lugano.

13 febbraio 2010

Biblioteche SENZA libri



Scaffali vuoti ?




Un paio di giorni fa ho trovato due articoli che parlavano di biblioteche senza libri.


Il primo articolo, sul mensile italiano di cronaca ed attualità, Controluce dello scorso 8 dicembre, informa della creazione dei Punti di prestito in piccoli comuni da parte del Consorzio per il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani (CSBCR). 
Questi Punti di prestito sono una novità che ha per finalità nobilissima  
"la diffusione della lettura, in una maniera efficace e con costi limitati allontanando un problema scoglioso come l'imbarbarimento della cultura oggi preponderante e pericoloso per le generazioni future" 
e che consiste nel sistemare in punti strategici, cioè in zona centro paese, facilmente raggiungibile), un OPAC, vetrine tematiche e presenza di personale referente.


Ecco uno di questi Punti di prestito:


Il singolare accordo tra il Consorzio SBCR e la ditta "Arte&Stile'" Parrucchieri di Lanuvio è il primo esempio, nei nostri luoghi, di "biblioteca diffusa": una tipologia nuova di servizio bibliotecario, pensato e allestito in un luogo frequentato per altri scopi, in tal caso grazie alla nascita di una collaborazione tra biblioteche ed esercizi commerciali, e per il futuro con alte potenzialità di aprirsi ai partners più vari. Una vetrina periodica viene allestita all'interno dell'esercizio, offrendo libri ed altro materiale con le stesse modalità in cui ciò avviene nello spazio di 'reference' della biblioteca pubblica tradizionale. Come in biblioteca, i libri possono essere presi in prestito e restituiti entro 30 giorni. Per chi ha la tessera c'è anche la possibilità di restituire presso il negozio libri presi in prestito in una qualsiasi delle biblioteche del Consorzio SBCR.




IL secondo articolo l'ho trovato invece sul New York Times, nella rubrica Opinion, nella Room for Debate, dove si parla di biblioteche senza libri in ben altro modo.


Il tema dibattuto infatti è Do School Libraries Need Books? 
Le biblioteche scolastiche necessitano di libri?


Ne traduco qui l'introduzione:


Aggiornare le biblioteche scolastiche tradizionali è costoso, con la costante necessità di acquisire nuovi libri e di trovare lo spazio per l'immagazzinamento. Per di più, oltre a questo problema, gli studenti circolano tra le pile di libri sempre meno, e trovano molto più efficace lavorare on-line. Una scuola, 
la Cushing Academy, ha fatto notizia lo scorso autunno, quando ha annunciato che avrebbe dato via la maggior parte dei suoi 20.000 volumi e avrebbe trasformato la sua biblioteca in un centro digitale.
Le scuole hanno bisogno di mantenere le biblioteche tradizionali? Quali sono le conseguenze educative di avere studenti che leggono meno sulla pagina stampata e più sul web?


Non riporto le argomentazioni dei vari esperti, accademici e professori, a favore o contro l'iniziativa della Cushing Academy, che sta diventando un modello da seguire in tante scuole che subiscono la Crisi: l'inglese con cui vengono espresse le opinioni non è molto "accademico", anzi, è abbastanza comprensibile, come anche quello dei lettori che commentano, (in maggioranza contrari e arrabbiati!).


Nello scenario di questa realtà americana, emerge però anche qui un aspetto comune alla realtà italiana descritta sopra: dove non si trovano e non si sfogliano più libri ma si selezionano e salvano solo links e files, la presenza di un servizio bibliotecario di reference è decisamente ancora più importante e perciò deve venire potenziato notevolmente con un aumento considerevole di personale qualificato.
L'idea di togliere di mezzo il fondo cartaceo si sincronizza sull'espansione degli e-books: i nuovi e-readers (Kindle, Nook, IPad) aiuteranno a togliere di mezzo la carta stampata con la promessa di rendere comunque accessibili i suoi contenuti.
In verità c'è chi ha già pensato ai nostalgici del libro-feticcio ed ha inventato il profumo di libro da spruzzare senza problemi sul proprio e-reader, per provare ancora le vecchie sensazioni del bel  tempo che fu: quella del piacere di aver comprato un libro bello nuovo di zecca, con quell'odore di stampa fresca, oppure quella invece di leggere invece un vecchio libro dell'indimenticabile collana Medusa, a casa della zia Bettina, accoccolati su quella vecchia poltrona che sentiva un po' di pipì del suo Marameo.

06 novembre 2009

Fine della carta stampata?



Coscienza ecologica apparentemente volgare, ma invece stilé:


"Se certi individui fossero consapevoli di quanti alberi devono venir abbattuti per ottenere la carta che occorre per stampare le copie di un libro, probabilmente rinuncerebbero a scrivere le proprie cavolate!"
Così "filosofeggiava" un mio amico, zappando con rabbia i suoi orti.
Egli amava egualmente libri ed alberi.
Ma si diceva dispiaciuto da sempre che per avere gli uni si dovesse sacrificare gli altri.
Come dire: ahi! la Cultura al prezzo della Natura...
Ammettendo che quest'idea avesse un fondo di verità, oggi, dopo aver visto le immagini di QUE, non ho potuto che rallegrarmi per tutti quegli alberi che prossimamente NON verranno abbattuti in futuro, in un futuro in cui si però si potrà comunque continuare a leggere!
Tre giorni fa ho postato NOOK, dicendo "Che bello, ecco qui un device (it.dispositivo, congegno) con cui potremo leggere il nostro e-libro preferito anche a letto senza rinunciare per nulla alla comodità!".
Ma il povero NOOK scompare di fronte ad un e-reader come QUE !
Per arrivare a creare QUE ci sono voluti 10 anni e la sua innovazione non consiste solo in quella che possiamo osservare superficialmente, ma anche in quello che potrebbe essere un passaggio cruciale nella storia dell'hardware: il passaggio dal microchip di silicio a quello in plastica!!! si parla di nanosfere... di nanotecnologia! E qui mi fermo.
(Chi volesse leggere qualcosa di più (in italiano) può dare un'occhiata qui: http://magazine.liquida.it/2009/09/22/plastic-logic-il-quotidiano-elettronico-del-futuro/)

QUE misura 21,59 x 27,94 cm, è spesso meno di 1 cm e pesa solo 368 g, e supporta i maggiori e più diffusi formati digitali come Word, Pdf, Excel, Cad etc.

03 novembre 2009

Un e-reader da posare sul comodino

Mi pare fosse stato Umberto Eco ad avere detto che il libro avrebbe sempre avuto il vantaggio di poter essere letto anche a letto e posato sul comodino, mentre un computer no...

Ora è tempo di ricredersi: ecco NOOK , un e-reader (e-book reader, ovvero lettore di libro elettronico) che sembra un iPhone grande con app per leggere e-book!

26 agosto 2009

IFLA 2009 a Milano

Un grazie a Silvia che sempre motiva me ed altri colleghi ad andare ai convegni a Milano!
Quest'anno però l'appuntamento è speciale: Convegno dell'IFLA!

Non si può perdere... andiamo a sentire come vanno le biblioteche nel mondo...